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CONSIGLIERE COMUNALE DI NOVA SIRI

martedì 6 dicembre 2011

cecità o torpore?

Sono sotto gli occhi di tutti i Novasiresi, non solo del sottoscritto, situazioni eclatanti di indigenza ed esclusione sociale insistenti sul nostro territorio. Vivono, o meglio sopravvivono, nel nostro comprensorio persone senza fissa dimora e senza mezzi di sostentamento, che vanno avanti solo grazie all'umano e spontaneo interessamento di concittadini che si fanno carico per lo meno delle fondamentali esigenze di avere un tetto e un pasto caldo.
Sembra un' ironia del caso: cosi come gli occhi delle telecamere di videosorveglianza ancora non si aprono sul territorio (Luglio è passato da un pò...) allo stesso modo gli occhi del Sindaco non si aprono su evidenze cosi rilevanti in seno alla comunità.


Nonostante il Comune di Nova Siri disponga degli opportuni mezzi d'intervento , vedasi tra questi l'istituto , recentemente ratificato , dell'Housing sociale, l'Assessorato alle politiche sociali sembra ignorare tali evidenze, forse per assenza di monitoraggio , forse, piu' probabilmente, per il torpore di chi ci amministra.

Un torpore antico, un torpore senza rimedio, che ormai i novasiresi tutti conoscono bene, quello della compagine guidata dal Sindaco che mestamente si avvia ormai verso l'ultima parte del mandato come una squadra di calcio che , persa la partita in casa senza nemmeno sudare , abbandona il campo disonorevolmente tra i fischi dei suoi stessi tifosi;
a proposito di torpore mi spiace, anche se non mi stupisce, apprendere dalla stampa che il primo intervento, dopo lustri, di manutenzione del torrente Toccacielo sia stato effettuato solo grazie all'intervento diretto del Sen. Chiurazzi.

Giuseppe D'Armento

sabato 3 dicembre 2011

Gianni Rosa per un nuovo PDL in Basilicata: "Basta con chi coltiva orticelli personali"

"In un PDL così non ci sto! "

clicca sul link seguente:

http://www.giannirosapdl.it/upload/upload48157.pdf

martedì 1 novembre 2011

L'ANGOLO DELLA POESIA: La pioggia nel pineto

Taci. Su le soglie
del bosco non odo
parole che dici
umane; ma odo
parole più nuove
che parlano gocciole e foglie
lontane.
Ascolta. Piove
dalle nuvole sparse.
Piove su le tamerici
salmastre ed arse,
piove su i pini
scagliosi ed irti,
piove su i mirti
divini,
su le ginestre fulgenti
di fiori accolti,
su i ginepri folti
di coccole aulenti,
piove su i nostri volti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t'illuse, che oggi m'illude,
o Ermione.

Odi? La pioggia cade
su la solitaria
verdura
con un crepitío che dura
e varia nell'aria
secondo le fronde
più rade, men rade.
Ascolta. Risponde
al pianto il canto
delle cicale
che il pianto australe
non impaura,
nè il ciel cinerino.
E il pino
ha un suono, e il mirto
altro suono, e il ginepro
altro ancóra, stromenti
diversi
sotto innumerevoli dita.
E immersi
noi siam nello spirto
silvestre,
d'arborea vita viventi;
e il tuo volto ebro
è molle di pioggia
come una foglia,
e le tue chiome
auliscono come
le chiare ginestre,
o creatura terrestre
che hai nome
Ermione.

Ascolta, ascolta. L'accordo
delle aeree cicale
a poco a poco
più sordo
si fa sotto il pianto
che cresce;
ma un canto vi si mesce
più roco
che di laggiù sale,
dall'umida ombra remota.
Più sordo e più fioco
s'allenta, si spegne.
Sola una nota
ancor trema, si spegne,
risorge, trema, si spegne.
Non s'ode voce del mare.
Or s'ode su tutta la fronda
crosciare
l'argentea pioggia
che monda,
il croscio che varia
secondo la fronda
più folta, men folta.
Ascolta.
La figlia dell'aria
è muta; ma la figlia
del limo lontana,
la rana,
canta nell'ombra più fonda,
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su le tue ciglia,
Ermione.

Piove su le tue ciglia nere
sìche par tu pianga
ma di piacere; non bianca
ma quasi fatta virente,
par da scorza tu esca.
E tutta la vita è in noi fresca
aulente,
il cuor nel petto è come pesca
intatta,
tra le pàlpebre gli occhi
son come polle tra l'erbe,
i denti negli alvèoli
con come mandorle acerbe.
E andiam di fratta in fratta,
or congiunti or disciolti
(e il verde vigor rude
ci allaccia i mallèoli
c'intrica i ginocchi)
chi sa dove, chi sa dove!
E piove su i nostri vólti
silvani,
piove su le nostre mani
ignude,
su i nostri vestimenti
leggieri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
m'illuse, che oggi t'illude,
o Ermione.

-Gabriele D'Annunzio

Considera positiva l'attivita' politica del PDL lucano?