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CONSIGLIERE COMUNALE DI NOVA SIRI

martedì 17 luglio 2012

IL CONS. REGIONALE MARIO VENEZIA: UNO CHE PARLA CHIARO

l nostro partito nasce da un’idea di Berlusconi, lanciata dal pretellino di un’auto, a seguito della fusione, a freddo, dei due partiti maggiori, Forza Italia ed Alleanza Nazionale. Si celebrò il congresso fondativo, al quale non partecipai, e subito si diede un minimo di organizzazione commissariando tutto il partito ad ogni livello, nazionale, regionale, provinciale e cittadino. Purtroppo, dopo neanche un anno, Fini fece la sua scissione, io dico personale, togliendo forza al governo che, indebolito politicamente e profondamente incrinato dalla crisi economico-finanziaria e da tante autentiche sciocchezze commesse dai suoi rappresentanti, nel volgere di pochi mesi cadde per le dimissioni del Premier. Da quel momento ha avuto inizio il crollo verticale del PDL in termini di consensi, di immagine e di sondaggi, gli stessi che, secondo alcuni dei nostri, oggi non hanno nessun valore quando per anni, invece, hanno costituito la cassa di risonanza utile per i successi elettorali del partito. All’inizio dell’anno si sono svolti i congressi provinciali dopo una straordinaria campagna di tesseramento che ha consentito di raggiungere l’insperabile numero di un milione e duecentomila iscritti compreso le tessere false. Dopo i congressi, l’oblio; il partito è fermo. I parlamentari, i nominati, dopo un lungo torpore si sono svegliati e, da poco, hanno iniziato ad agitarsi con l’unico obiettivo di aggiudicarsi la benevolenza del potente romano per la rinomina a deputato o senatore. Non si illudano i tanti fans della preferenza, la legge elettorale, il porcellum, non cambierà e se ci sarà qualche modifica non sarà radicale ma, sicuramente, ai leader dei partiti, sarà consentito garantirsi una quota di amici, stretti, in Parlamento. Il quadro politico nazionale, all’insegna della totale confusione e del caos assoluto, imporrà che le cose restino così come sono o al massimo subiranno modeste modifiche per accontentare il popolo e tentare di arginare i grillini. E in tutto questo guazzabuglio il PDL, in attesa di cambiare nome e nient’altro, continuerà a perdere consensi e credibilità.
In Basilicata, orfano di padre da tanto tempo, il partito vive un momento di drammatica crisi che si manifesta con i tanti focolai di malcontento in varie zone della regione e dall’evidente nervosismo che cresce tra gli iscritti e simpatizzanti, da troppo tempo in attesa di una traccia, di un segnale, di uno straccio di proposta politica che tarda ad arrivare.
Comprendo i tentativi di Mariano Pici e Cosimo Latronico di gettare acqua sul fuoco ma o si decide di spegnerlo nella maniera più drastica possibile o quello che cova sotto la cenere darà luogo ad una autentica esplosione che farà implodere quello che resta del partito.
Cosa voglio dire. È fondamentale, urgente che il Partito affronti, di petto, le diatribe presenti sul territorio e cerchi di risolvere tutti i problemi interni prima di ripartire con una proposta politica chiara, definita, forte ed autorevole.
Va, a mio avviso, definitivamente superata la divisione interna fra ex An ed ex Forzisti che ancora persiste ed è devastante per la vita stessa del partito. Va ricercato un punto di incontro fra le varie anime, chiarite alcune questioni fondamentali quali il tipo di opposizione al centro sinistra, superati i vecchi schemi, abolita la logica che permette di imporre l’amico nei ruoli di dirigenza anche in assenza di consenso elettorale, va data priorità alla meritocrazia. Pochi ma improrogabili punti che dovevano essere appianati e chiariti in concomitanza dei congressi.
Quello che sta accadendo tra Nova Siri e Scanzano è emblematico di un malessere che non deve essere, almeno al nostro interno, sottaciuto. Conosco molto bene D’Armento e ne riconosco il valore, il peso elettorale, l’entusiasmo, la voglia di fare per il bene della sua comunità, conosco altrettanto bene Ripoli che, rispetto a Giuseppe, ha una responsabilità in più, quella di essere componente il,direttivo provinciale, ruolo che, a mio avviso, in particolari occasioni impone la consegna del silenzio, per il bene del Partito.
Sappiamo tutti che un partito è un insieme di persone, di teste, di esperienze tutte diverse ma unite dal comune riconoscimento in valori fondanti, ed è su quei valori che va cercata la sintesi e la soluzione dei problemi. D’Armento è un mio amico e ne sono orgoglioso ma non fa parte di alcun esecutivo.
Caro Cosimo, in qualità di tuo vicario, dalle pagine del sito ufficiale del partito mi permetto di dirti: è ora di mettere tutto in chiaro.

lunedì 16 luglio 2012

L'ESERCITO RICOMPENSA IL SACRIFICIO, LA DEDIZIONE E LA PROFESSIONALITA'....LA POLITICA?

SONO STATO INSIGNITO DI UN IMPORTANTE RICONOSCIMENTO NEL MONDO MILITARE.


IN POLITICA, UN MONDO CHE MI APPASSIONA ARDENTEMENTE,  PURTROPPO SPESSO NON E' COSI : L'ONESTA', L' IMPEGNO A FAVORE DELLA COMUNITA',  LA COMPETENZA SONO DOTI CHE SOVENTE DANNO FASTIDIO A TANTI "POLITICANTI" CHE AMANO SOLO IL PROPRIO PORTAFOGLI E NON LA PROPRIA GENTE. COSTORO VIVONO NELL'ABOMINIO PIU' BIECO, VENDENDO ILLUSIONI, PROPALANDO IL FALSO, CONSIDERANDO IL PROSSIMO NON COME UN FINE, MA COME UNO STRUMENTO. PURTROPPO NE CONOSCO TANTI.

mercoledì 20 giugno 2012

Ripoli in politica è un uomo solo: si dimetta

Il suo , sig. Ripoli, è un gioco davvero  scorretto e lei, che in politica , lo dicono i numeri,  è un due di picche che si crede asso di cuori, non meriterebbe nemmeno risposta, ma mi vedo , purtroppo, attaccato sul piano personale .

Da quest’ultimo suo intervento emerge con chiarezza  che a lei, incapace di sostenere dialetticamente un dibattito, cosa che per un avvocato dovrebbe essere  normalita’, non resta nulla di meglio che prodursi in attacchi alla persona colmi di inconsulto livore.

 Il suo secondo ,ancor più infelice, intervento sulla stampa, è oltraggioso e zeppo di menzogne;capisco chiaramente il perché della sua vita politica cosi “giovane” eppur cosi“piena di vuoto “ : la gente, soprattutto quella della sua comunità, evidentemente non fatica a cogliere la  perfidia che trasuda dalla maschera di buono che lei vuole ostentare.

Vede caro Ripoli, io mi guadagno la ”polpa” col mio lavoro e non ho bisogno, come tanti, di rosicchiare l’ “osso” degli incarichi e delle prebende ottenute disonestamente attraverso la politica (a proposito voglio chiederle:  lei ha mai ottenuto , in tempi non lontani, incarichi giuridici da pubbliche amministrazioni....?) .

Non le sfuggirà , da padre e marito premuroso quale certamente è, che è duro oggigiorno  portare avanti una famiglia per cui non capisco il perché lei si dolga della mia attività’ professionale.  Il fatto di essere un assessore che ha un lavoro è, anzi, una maggior garanzia di affidabilità per i cittadini, perché sono stato libero di agire per il bene comune, senza subire pressioni nè cedere a  compromessi, ma non mi stupisco che lei possa stentare ad afferrare questi concetti.

A Nova Siri il sottoscritto, uno dei più suffragati alle urne, (non siedo come lei in consiglio solo perché capolista perdente) ,  ha portato avanti con grande sacrificio la propria azione amministrativa , ottenendo documentabili risultati e ne è provauna comunicazione , che ancora conservo, redatta prima che emergessero divergenze, in cui il Sindaco di Nova Siri espresse vivo compiacimento per ilmio operato di governo. Per quanto riguarda la “colla” alla poltrona invece lei ignora che D’Armento , nel 2011 ,con spirito di corpo, per tenere coesa la maggioranza allorché si delineò un gruppo di opposizione interna,cedette spontaneamente la carica di assessore e la relativa indennità, pur conservando le deleghe, con il plauso spontaneo del deputato europeo del PDL Sergio Paolo Silvestris, venuto casualmente a conoscenza del fatto.

Questi , Ripoli, sono tutti fatti documentabili ma,  come vede,  lei ignora tante, troppe cose, eppure continua a propalare menzogne e ad inveire in modo scomposto.

Se le sue considerazioni suscitano solo ilari e fugaci  commenti da bar, mentre le mie  sono state persino pubblicate sul Sito Ufficiale del PDL Regionale (pdlbasilicata.it) un motivo ci sara':  sono ben argomentate e interpretano un malessere diffuso in gran parte del popolo di centrodestra, un malessere chesolo uno chi vive su Marte non percepisce; mi dica, lei che sta sul territorio,li legge i giornali ? Ha letto il recente intervento di Gianni Rosa in merito aViceconte?  Evidentemente no.

 Non ho disprezzato igiovani componenti della sua lista ma ho criticato solo lei: Il rinnovamento di“cuori” di cui parla è reale solo quando parte spontaneamente dalla base ma lei, caro Ripoli, proviene dalla base?

Non sembrerebbe ... la piazza di Scanzano vocifera che lei sia stato sempre calato dall’alto come un piombo dal Re Pescatore contro il volere popolare ; è noto che quando Casulli doveva legittimamente divenire il segretario della sezione PDL di Scanzano lei , su richiesta di Altieri, a cui dovrebbe esser grato, fu “calato”  nell'incarico dal solito  Deus ex machina  che, nell’occasione, andò ai ferri corti con il coordinatore di partito avv. Labriola. Sembra, ancora, che quando si dovette scegliere il capolista alle scorse elezioni  lei si impose di pugno in quanto segretario cittadino, creando una insanabile frattura con la lista “Progetto Scanzano”. E’di dominio pubblico la sua promessa che , dopo le elezioni, si sarebbe dimesso da segretario di sezione ma tuttora non l’ha fatto ( e poi sarei io incollato alla poltrona!?). Chi fa sia il capogruppo consiliare sia il segretario cittadino , accentrando tutto a se, evidentemente disprezza e considera incapaci gli altri uomini di partito di Scanzano. Ecco la spiegazione dei suoi disastri elettorali.

Tutto ciò  dipinge a chiare tinte l’immagine di un aspirante tirannello di borgata, in quanto tale abbandonato da tutti, perfino dai giovani che erano in lista con lei e di cui fa menzione (come biasimarli? pare che la sezione del PDL di Scanzano sia ormai frequentata solo da 3persone: lei, un suo consigliere e un suo fedelissimo che ambisce ad essere segretario di sezione).

Chi è causa dei propri mali pianga se stesso, invece lei, nella sua candida arroganza, si permette addirittura di “sferzare” chi non la sostenne alle elezioni? Questo la dice tutta sul suo coraggio da Don Abbondio: chi ha l’animo di un leader  non può  scaricare le proprie responsabilità  sui militanti :addossare ai sostenitori del partito la propria disfatta  è davvero  eticamente inqualificabile :se avesse un minimo di buon senso, caro Ripoli, farebbe bene a dimettersi  da Dirigente provinciale del PDL e farebbero bene gli altri Dirigenti di partito a prendere atto della sua disdicevole condotta.

Come può  lei ergersi a innovatore e condottiero  di un partito se il suo atteggiamento è quello del più pavido  soldatino  imboscato nelle retrovie?

Spero che questa penosa kermesse di comunicati stampa, che lei, Ripoli, ha voluto alimentare entrando di forza in questioni che non le competono, sia finalmente al termine e le auguro di trovare la giusta serenita' d'animo che possa farle coltivare al meglio la sua professionalita'.

Dr. Giuseppe D'Armento ,consigliere comunale indipendente di Nova Siri

Considera positiva l'attivita' politica del PDL lucano?