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CONSIGLIERE COMUNALE DI NOVA SIRI

martedì 15 gennaio 2013

I DINOSAURI DEL PDL LUCANO

Gia’ a Giugno avevo parlato, in un comunicato stampa, di un PDL , quello lucano, indifferente alle istanze della base, lontano dalla comunita’, di un PDL indisponibile al confronto e ad un’interazione costruttiva con le nuove leve, che anzi sono state brutalmente escluse (un esempio per tutti il giovane Santoriello) dal dibattito politico. Avevo parlato di dinosauri fautori di medieval-politica che ancora scorrazzano per la Basilicata , affamati solo di consenso personale, esperti manipolatori del prossimo con in mano la carota della falsa promessa, nell’altra il bastone dell’autoreferenzialita’, abili controllori di quello che credono ancora un popolo-bue.


A ben veduta ragione il noto scrittore Di Consoli ha affermato: “Ecco infatti cosa mi sembra davvero offensivo delle facce di Viceconte, Taddei e Latronico. Non solo che siano eterni “onorevoli” senza crucci e senza tormenti, mestieranti della politica, baroni feudali. No, quello che mi offende più di tutto è il ghigno che hanno sul volto e che significa: smettetela di perdere tempo, la politica è potere, decidiamo noi, la politica è solo poltrone e soldi, accordo con tutti, anche con i presunti avversari.”
Come non condividere tale pensiero quando oggi, in prossimita’ delle parlamentarie, vediamo in feroce lotta per la sopravvivenza i suddetti intoccabili del sistema politico del centro-destra lucano attuale, non dissimile dal sistema politico feudale monocratico democristiano che negli anni 60 e 70 ha creato la Basilicata di oggi: terra di poverta’, di spopolamento, terra da sfruttare, da trivellare, terra in cui eventualmente fare stoccaggio di rifiuti radioattivi, al contempo miniera d’oro (nero) e discarica .

La Val d’Agri di oggi come la Val Basento di allora.

Da tanti lustri imperversano sui palchi elettorali di Basilicata, ma cosa ha avuto la Basilicata da loro? Occupazione? Sviluppo? Dotazioni infrastrutturali? La defiscalizzazione dei carburanti per tutti i residenti? No. Ha avuto il Bonus idrocarburi, piccolo gadget di propaganda da vendersi ora , ecco la carota, come fumo negli occhi all’elettorato disattento o asservito al modus operandi clientelare.
Ora, senza condividere con la base un progetto strategico partecipato, umiliando un’importante quota di partito vicina ai “falchi” Rosa e Venezia, in un’assemblea sommaria da nomenklatura d’altri tempi hanno deciso: ci candidiamo ancora noi, solo noi, sempre noi, siamo noi stessi il progetto per la Basilicata.

Nella risposta a Di Consoli, il sen. Latronico afferma che scelse, nel’ 94 di “stare con lo schieramento di centro destra per rappresentare una possibile alternativa al sistema di potere “ , ma dal ’94, voglio far notare, sono passati quasi venti anni e non ha costruito alternativa alcuna, a meno che per alternativa si voglia intendere un partito amorfo , inciuciato con la sinistra, spaccato e con le ossa rotte. Sotto la sua guida il centro-destra materano ha registrato una clamorosa ecatombe di consensi e gradimento: testimonianza ne sono i disastri elettorali del PDL a Matera, Pisticci, Scanzano , per citarne alcuni. A Nova Siri ha tenuto a battesimo e continua a sostenere la peggiore amministrazione che si ricordi a memoria d’uomo (non vengono pagati nemmeno i dipendenti comunali). A Policoro, l’ottimo stratega Leone e’ diventato Sindaco tenendo ben lontani dai suoi palchi, nella fase di ballottaggio, le bandiere e i rappresentanti apicali di un PDL che, in modo evidente, Viceconte & Co hanno trasformato in un “brand” che e’ garanzia di sconfitta. Servono forse altri venti o altri cinquant’anni al sen.Latronico per “costruire l’alternativa”?

Ha elencato, inoltre, presunti risultati dell’attività parlamentare del trio “alfa-dominante” , ma non sono risultati tangibili, il benessere dei Lucani non si e’ accresciuto. Non e’ piu’ tempo di affabulazioni. In giro, di centro-destra o centro-sinistra che siano, circolano troppi virtuosi dell’illusionismo e della falsa promessa, troppi Pinocchio, troppi Mangiafuoco, troppi Omini di burro, ma La Basilicata non e’ il paese dei balocchi e non vive una favola ma il dramma di una vertiginosa involuzione economico-sociale.

E’ ora di voltare pagina.

Rimane ormai pochissimo tempo : se i domini del PDL non riprendono immediatamente il dialogo con Rosa e Venezia, il Rubicone sara’ attraversato, il dado sara’tratto, il responso sara’ quello impietoso delle urne: il popolo lucano questa volta sapra’ risvegliarsi attivo e poderoso nella sua autodeterminazione e nell’affermazione di diritti che vanno affermati e pretesi, non più elemosinati agli illusionisti della politica, con il voto a favore di gente nuova e capace che possa veramente rappresentarlo.

Giuseppe D’Armento - Consigliere comunale Nova Siri

domenica 4 novembre 2012

4 NOVEMBRE, SACRA E' LA MEMORIA DEI NOSTRI CADUTI IN GUERRA


IN QUESTO GIORNO DEDICATO ALLA MEMORIA DEI CORAGGIOSI CADUTI PER LA NOSTRA PATRIA, GIORNO DI DOLORE MA ANCHE DI ORGOGLIO,  DEDICO A LORO QUESTI VERSI MILITARI:


 
 

INNO DEL IX REGGIMENTO INCURSORI PAR. D'ASSALTO "COL MOSCHIN"

Sui monti e sui mar
per le strade e nel ciel
lanciamo in alto la sfida ideal.

Lungo sarà il cammino
ma con speranza e con ardor
lanciamo i nostri cuori
nella battaglia ancor.

La pioggia ci bagna
ci arde alto il sol.
D'inverno il gelo
ci morde aspro il cuor.

Ma saldi nel periglio
vitam pro Patriam exponimus
e la divisa nostra è insegna del valor.

In aspri cimenti
le forze noi tempriam.
Fra rischi mortali
la nostra via seguiam.

In faccia al mondo vile
splende la sfida del valor
avanti o Paraca
avanti, avanti ancor.


BAGNANDO IL BASCO

Bagnando il basco in una pozza di sangue
si fece il simbolo di tutti noi parà,
il sacrificio dei nostri caduti
fu sempre lotta a viltà e disonor.

Al vento di morte il freddo terror
quando ci sfida, allor ci splende nel cuor,
il nostro coraggio e il nostro valor,
noi siam parà in lotta per la civiltà.

All'apparire del fiore in volo
il ciel si oscura e si inizia a lottar
siam volontari siam le truppe scelte
noi siam votati a saper di morir,

allor sappiam che andremo a morir
tra indifferenza e senza un pianto per noi
ma morirem con rabbia in cuor per l'onor.

CON LA MORTE A PARO A PARO

Quando più aspra in guerra infuria la battaglia,
quando più forte crepita sul fronte la mitraglia;
se segna il passo il fante, se sostano i carristi
ci mandano a chiamare: chi? Noi Paracadutisti.

Siam cento cento cento,
siam forti, arditi e sani
un po' pazzi, un po' poeti
ma il fior fior degli Italiani.

Veniamo da lontano per vie arcane e belle
volando nella notte ci guidano le stelle,
nell'alba colorata di luci lievi e tristi
scendiamo giù dal cielo: chi? Noi Paracadutisti.

C'è a chi piace far l'amore,
c'è a chi piace far denaro,
a noi piace far "la guerra con la morte a paro paro"

Giungiamo da lontano qual "Folgore" dall'alto
spezzando ogni difesa nell'ebrezza dell'assalto
apriam la strada al fante, il valico ai carristi
diam l'ali alla vittoria: chi? Noi Paracadutisti.

Siam cento cento .......

A chi cade combattendo Dio concede in sorte bella
di volare lieve lieve tra una nuvola e una stella
in quell'angolo del cielo riservato a tutti Noi
dove vivono in eterno: Santi! Martiri! Eroi!.

sabato 3 novembre 2012

NOTIZIE DAL BUNKER : IL Sindaco ha pugnalato la democrazia, abbia il buon senso di tacere



Nova Siri. Naufraga la mozione di sfiducia in un mare di polemiche: altissima la tensione
 

NOVA SIRI - Fuoco e fiamme durante l'ultimo consiglio comunale a Nova Siri il 30 Ottobre scorso. Una mozione di sfiducia presentata nei confronti del sindaco da 8 consiglieri - Giuseppe D'Armento PDL , Pasquale Favale capogruppo PD, Luigi Maradei PD, Massimo Varasano PD, Giovanni Dimatteo PD, Carmela Viccari PD, Michele Laddomata e Cosimo Pancaro, indipendenti - che si è infranta contro i numeri della maggioranza dei consiglieri; sindaco incluso. Già perché è anche su questo che gli animi si sono surriscaldati: la partecipazione del primo cittadino alla votazione.

D'Armento, consigliere pdl fuoriuscito dalla maggioranza, ha sostenuto con forza la non partecipazione. Astensione - quella che a suo avviso avrebbe dovuto osservare il primo cittadino, Giuseppe Santarcangelo - che ha motivato invocando formalmente l'etica pubblica. (“Lei ,Sindaco , non deve votare la mozione su sé. Lo chiedo perentoriamente”, ha tuonato D'Armento. “E’ come se l’imputato di un processo si intrufolasse nella camera di Consiglio del tribunale che lo deve giudicare”.) Dal punto di vista sostanziale, D'Armento ha citato un caso che ha definito simile, quello che tempo fa ha avuto come protagonista l'allora sindaco di Matera, Emilio Nicola Buccico. Il quale si astenne dal partecipare alla votazione e fu sfiduciato dai consiglieri (era il 2009). Il consigliere ha poi concluso: “Non voti , Sindaco, a favore di se stesso, in modo autoreferenziale: se in futuro verranno scritti altri libri sulla storia di Nova Siri, lei sara’ ricordato come 'il sindaco della colla' o 'l sindaco incollato' ”. D'Armento ha poi denunciato “lo scollamento” fra settori e politica sollevando la necessità di “riordino e ammodernamento” della macchina amministrativa. “ A molti di voi della maggioranza, cosi come ad alcuni funzionari, sembrava che io avessi detto una bestemmia, ma ditemi voi oggi se non fui lungimirante e che è proprio questo il cappio che oggi vi stringe la gola”, ha detto. E, ancora: “Quando lei, sindaco, mi estromise dall’Amministrazione si permise di definirmi , oltraggiandomi, come un danno alla collettivita: a distanza di quasi due anni i fatti dimostrano che la verità è un’altra; ora parlano i fatti e lo scempio in cui viviamo: è lei di danno ai novasiresi, lei e’ un male per la nostra comunità. Alla luce dei fatti è come se Osama Bin Laden avesse accusato Madre Teresa di stragi terroristiche. Si dimetta”. D'Armento ha poi definito anti-collegiale la politica di Santarcangelo: “una Caporetto storica per la comunità di Nova Siri”.
Altrettanto dura la replica di Santarcangelo che ha annunciato l'uscita, nei prossimi giorni, di un manifesto cittadino. “La mozione di sfiducia non ha avuto l’esito sperato, anzi si è trasformata in un boomerang, evidenziando una minoranza di circostanza, motivata solo dal risentimento e non da un progetto politico credibile”, ha scritto in una nota Santarcangelo (Pdl). E, ancora: “Il Generale ha perso: le guerre, lui è abituato a farle da lontano, magari con un joystick e non sul campo, tant' è che ha marcato visita spessissimo, esercitando la delega assessorile sulla stampa e sul web e non nel luogo istituzionale, cioè la giunta”. Il primo cittadino non ha lesinato affondi anche al Partito Democratico. “La strategia e la tattica elaborata e condivisa con il capogruppo PD era geniale: impedire con mellifluo moralismo al Sindaco – consigliere comunale - la partecipazione al voto”. E, poi: “L’attendente (o portavoce, che dir si voglia) invece aveva annunciato sorprese e maratone oratorie - dimenticando che fino a due mesi fa condivideva le sorti della maggioranza e teneva in odio (ricambiato) il Generale – confondendo il suo ruolo presunto con quello reale. Il PD ha invece mostrato tutto il suo pervasivo Massimalismo, la capacità di falsificazione della realtà (come quella su una inesistente missione per Viggiano di 700 €, affermazione di cui qualcuno risponderà nelle sedi opportune o come la trasformazione dei risparmi di missione del Presidente del Consiglio in una colpa) con una utopica promessa di un governo della cosa pubblica senza tasse e senza regole.
Invece è riuscito nell’inimmaginabile: fondersi con la fascisteria”. Nella nota il sindaco, nel ricordare le “importanti delibere che riguardano gli interessi della collettività” - e a tal proposito ha citato la ri - pavimentazione di Piazza Plebiscito, impegno contro la soppressione della Provincia di Matera, adesione al Patto dei Sindaci,nuova gestione e messa in sicurezza del servizio di Pubblica Illuminazione, bilancio preventivo – ha assicurato che la maggioranza c'è e che le difficoltà economiche oggettive, legate alla situazione di crisi generalizzata, si avvertono anche nei comuni amministrati dal centrosinistra. “Continuiamo ad essere impegnati nel perseguimento degli obiettivi di mandato e nel risanamento funzionale del Servizio Tecnico Comunale nella convinzione che il suo malfunzionamento e le difese d’ufficio di alcuni consiglieri dell’odierna opposizione – che pure hanno avuto responsabilità – siano un danno non per la maggioranza ma per tutta la collettività novasirese”. [Gianluca Pizzolla]

da "Ilmetapontino.it"

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