" LA NOSTRA PIAZZA NEL WEB , IN CUI INCONTRARCI, DISCUTERE, APPROFONDIRE "
CONSIGLIERE COMUNALE DI NOVA SIRI

lunedì 18 novembre 2013

MAGG.GEN. MARIO ALBERTO GERMANI: IL NOSTRO MOTTO "FRATRIBUS UT VITAM SERVARES" SUBLIMATO NELL'AZIONE E NELLA CONCRETEZZA

 
SONO ORGOGLIOSO DELLE INCISIVE CAPACITA' DI PERFORMANCE IN TEATRO OPERATIVO DIMOSTRATE DALLA SANITA' MILITARE ITALIANA NELL'APPROCCIO  MULTIPROSPETTICO ALLE "COMBAT WOUNDS". FIERO DELLE ECCELLENZA DEI MIEI "BROTHERS IN ARMS" PER QUANTO HANNO FATTO ED ESPOSTO.
SOPRATTUTTOPER LA PASSIONE MESSA IN CAMPO:
 FRATRIBUS UT VITAM SERVARES.



(con il  Direttore del Policlinico Militare Magg.Gen. Mario Alberto Germani e due ufficiali medici U.S.A)

Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale di Corpo d’Armata Claudio Graziano, ha inaugurato il 14/11/2013, in veste di presidente del comitato scientifico, il convegno nazionale sul tema “il ferito in Teatro Operativo: approccio ospedaliero multidisciplinare dall’emergenza alla riabilitazione”, organizzato dal Policlinico Militare “Celio”, diretto dal Maggiore Generale Mario Alberto Germani.
Il convegno si svilupperà nell’arco di due giornate per un totale di sei sessioni di lavoro che affronteranno il tema dell’assistenza ai militari feriti in teatro Operativo, dalle operazioni di primo intervento sul terreno alla chirurgia di guerra, dal ricovero presso gli ospedali da campo alla chirurgia ricostruttiva fino alla riabilitazione.
Dopo aver ringraziato le autorità e le personalità del mondo universitario e scientifico e i rappresentanti delle Forze Armate di paesi amici e alleati presenti il Capo di Stato Maggiore ha dichiarato che “gli ospedali da campo sono da sempre una caratteristica delle operazioni militari”.
In alcuni casi, come in Libano, “l’ospedale da campo, aperto alle comunità locali, è stato una delle chiavi del successo della missione. Ciò che è cambiato - ha continuato il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito – è che oggi operiamo in ambiente multinazionale”. “In presenza di risorse limitate c’è una esigenza di razionalizzazione sentita anche da altri paesi. Esistono, infatti, progettieuropei nel campo delle medical support operation”.
Per quanto riguarda la sanità militare “è necessario specializzarsi e il Celio è stato già individuato come Role 4” ovvero come struttura sanitaria in grado di fornire un trattamento medico prolungato nel tempo, in grado di provvedere alla chirurgia ricostruttiva, riabilitazione e convalescenza.
“Esiste, inoltre, un piano d’investimento per realizzare i Role 2” che sono strutture sanitarie campali, dispiegabili in operazioni, che hanno la responsabilità di gestire il personale ferito fino al momento in cui sia in grado di essere reimpiegato in servizio o evacuato.
Per la realizzazione di queste strutture va però indicata la priorità “in termini di pacchetti di capacità, di dispiegamento e anche di collocazione” sul territorio nazionale.
In conclusione il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito ha evidenziato l’importanza di “operare di concerto con l’ambiente sanitario civile”, che pure ha un volume di traumatizzati e di feriti numericamente rilevante, allo scopo di “ricercare un mutuo scambio sinergico”.

martedì 4 giugno 2013

180 ° ANNIVERSARIO DEL CORPO SANITARIO DELL'ESERCITO


« Bisognerebbe che tutte le Potenze belligeranti, nella Dichiarazione di guerra, riconoscessero reciprocamente il principio di neutralità dei combattenti feriti per tutto il tempo della loro cura e che adottassero rispettivamente quello dell'aumento illimitato del personale sanitario durante tutto il tempo della guerra » E’ solo uno dei pensieri di una delle menti piu’ brillanti e prolifiche della Medicina di tutti i tempi: Ferdinando Palasciano .

La rievocazione della luminosa e poliedrica figura di questo medico militare, antesignano della moderna chirurgia, ma anche letterato, veterinario e parlamentare dell’epoca risorgimentale , e’ stato il momento centrale della giornata, il 4 Giugno, che celebra la ricorrenza del 180° anno dalla fondazione del Corpo Sanitario dell’Esercito. In presenza di molte Autorita’ di vertice delle Forze Armate e della Sanita’ Militare, dopo la lectio magistralis del Prof. Maurizio Benato (Padova-vice Presidente FNOMCeO) e quella del Dirigente Medico Dr. Fabio Rispoli (Napoli), il Ten. Gen. Marmo (Comandante dell’Ispettorato della Sanita’ Militare) ha focalizzato l’attenzione sui molteplici fronti ove e’ impegnata la Sanita’ Militare nonche’ sulla sempre  piu' potenziata ed aggiornata capacita’ diagnostica e terapeutica del Policlinico Militare attraverso la formazione continua del personale e l’acquisizione delle piu’ moderne tecnologie. Dopo la consegna ufficiale di attestati di riconoscimento a militari di Sanita' distintisi per meriti straordinari, vi e’ stato il graditissimo saluto e l’incoraggiamento del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Gen. Graziano .

E’ un onore immenso appartenere al Corpo Sanitario dell’Esercito ,consorzio glorioso e indefesso nell’affrontare gli impegni e le sfide del presente, in continua preparazione per proiettarsi al meglio verso quelle del futuro, fiero e cosciente del nobile retaggio del passato, di quel bagaglio valoriale che e’ la nostra stessa storia, la profonda radice sine qua alcun rigoglio sarebbe mai possibile, del motto ideale che ha sancito un imperituro patto tra generazioni di uomini dal braccio crocesegnato : “Fratribus ut vitam servares” .

Il recupero dell’ identita’ , della memoria storica e di antichi e saldi ideali : quello che, in fondo, credo, serva al tessuto civile tutto in un momento in cui il nostro Paese vive un triste momento di crisi globale, socio-economica ma anche valoriale.

 

 

Il Policlinico Militare "Celio" : il 21 Aprile il Direttore Magg. Gen. Mario Alberto  Germani ha ricevuto l'attestato di cittadinanza onoraria di Roma in Campidoglio dal Sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

 
 
 Roma, li' 4 Giugno 2013                                                  Cap. (od.) spe RS Giuseppe D'Armento
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 

 

domenica 7 aprile 2013

ORA SI ACCORGONO DELLA MELONI...?


 
 
 
PDF
Già il 28 febbraio avevo scritto nella mia analisi del voto: “È arrivata l’ora dell’umiltà, imposta dalla storia e dalle scelte degli ultimi decenni, al cospetto del malcontento popolare che ha fatto sua questa tornata elettorale. I partiti maggiori, il PD e il PDL, avrebbero potuto salvarsi dallo Tsunami Grillo anche in zona Cesarini: se avessero rispettivamente espresso Renzi e Meloni come candidati premier, forse gli italiani avrebbero apprezzato questo forte segnale di rinnovamento e avrebbero dato meno impulso al ciclone 5 Stelle;cosi non e’ stato, purtroppo, e si è scelto di voler perpetrare e perpetuare “il vecchio e il consunto”; le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti e a danno del popolo intero: affermazione della rabbia popolare, paralisi amministrativa, ingovernabiltà e perdita di credibilità internazionale…“.

Non sono un politico di professione ma un cittadino animato da passione politica: ma è possibile, mi chiedo, che statisti esperti e navigati giungano con tanto ritardo a risoluzioni che sarebbero nitidamente delineabili attraverso un minimo di buon senso e un pizzico di realismo? Tutti i grandi demiurghi del potere degli ultimi vent’anni hanno fatto del paese un “palazzo in fiamme”  e il popolo ha scelto di saltare nel vuoto, il “vuoto” di Grillo, nell’improvvida speranza di un’improbabile salvezza piuttosto che affidarsi ancora al “vecchio” e morire tra le vampe. Lo stallo politico è una cancrena che quotidianamente dilania la Nazione in modo evidente già da fine febbraio, non serviva certo che Renzi lo annunciasse ai microfoni di mass media da terzo mondo che hanno subito amplificato tale raggiante illuminazione da profeti dell’ovvietà. Intuito da tapiro.

L’Italia è al tappeto, agitata, non risollevata, da troppe voci distoniche e confuse di politici inetti lontani anni luce dal profilo di uno statista credibile.

All’Italia non servono gli inciuci improbabili cercati da un Bersani il quale, piuttosto che dimettersi dopo il responso delle urne, ha preferito annichilire del tutto il profilo politico proprio e del suo partito vestendosi  da elemosinante in cerca di di forzate alleanze, non coalescenti su una base programmatica comune, atte solo a raggiungere una malsana maggioranza numerica in parlamento. Non serve la nauseante perpetuazione della dissacrazione portata avanti da Grillo: in un delirio di autoreferenzialità e degenerazione giacobina, il comico dimostra di non avere per niente a cuore il bene della Repubblica; il suo unico intento è destabilizzare del tutto il sistema per configurare l’abominevole sogno del proprio  assolutismo governativo; altro che emanazione delle istanze del popolo: poco gli interessa di un’Italia senza governo che va a picco: lui in questi giorni pensa alla gestione apartitica della Rai. Tantomeno servono ridicole nemesi di retaggio tribale, lontanissime dalla cultura italica, come la deplorevole trovata dei dieci saggi, pericoloso potenziale preludio di un altro funereo governo tecnico di pseudoilluminati.

 E’ l’ora delle scelte: o  ci si affida a gente seria o si muore. Serve lucido coraggio, serve coerenza, serve colta creatività, serve carisma, serve amore per l’Italia. Serve Giorgia Meloni, ora se ne sono accorti tutti.
 

 

mercoledì 3 aprile 2013

BASILICATA : IL GRANDE INCIUCIO DI PD E PDL PER OPPRIMERE E CALPESTARE IL POPOLO

Sulla questione Fenice è normale che vi siano posizioni politiche variegate rispetto a quanto accaduto in Consiglio regionale, mi pare pure scontato che ogni parte politica difenda la propria posizione. Che il collega Leonardo Giordano esalti il documento Braia (Pd) condiviso ed approvato anche dal Pdl e nel quale si sancisce che la Regione Basilicata deve “tutelare l’ambiente”, rientra, oserei dire, nella “normale(?) dialettica” del Pdl lucano. Di contro, ci appare anormale che Giordano difenda questa scelta attaccando Fratelli d’Italia e la posizione assunta in Consiglio con la quale si chiedeva che emergessero le responsabilità politiche derivanti da un’infausta gestione del capitolo Fenice.
Collega Giordano, ti voglio solo ricordare che la parola “inciucio” tra Pd e Pdl è stata usata dai cronisti politici che hanno seguito e commentato i lavori del Consiglio, non è certo colpa degli esponenti di Fratelli d’Italia se la sensazione che si trasmette all’esterno è questa. Certo non è stato proprio bello che il “responsabile” Pdl di Basilicata ancora una volta ha rinunciato ad andare fino in fondo, nessuno dico nessuno dei suoi esponenti ha voluto infierire sulla mala politica posta in essere dal “De Filippo & C. spa”, ci si è accontentatati di una mozione con la quale ci si limita a “sollecitare” l’applicazione delle Leggi della Repubblica Italiana anche in Basilicata.
Collega Giordano, domandati perché in Basilicata il Consiglio regionale deve richiedere alla sua Giunta l’applicazione delle Leggi? Non ti pare l’ennesima farsa per distogliere l’attenzione dal vero problema?
Poi collega Giordano sarebbe il caso di tenere bene a mente l’andamento dei lavori del Consiglio, martedì (primo giorno dei lavori) quando sembrava che dopo la discussione tutto dovesse finire, cosa è successo a seguito della richiesta di voto formulata da Fratelli d’Italia? Una immediata sospensione, le pressioni su Fratelli d’Italia affinché cambiassero idea proprio sulla richiesta di voto. Chi chiedeva tutto ciò? Forse qualcuno si era messo di mezzo a quanto stabilito in incontri “segreti” tenutisi la sera precedente tra alcuni “responsabili” di destra e di sinistra che pensavano di segnare l’andamento del Consiglio in una certa maniera. Queste cose collega Giordano fanno realmente riflettere e preoccupare.
Al contempo, mi fa sorridere la tua preoccupazione per il “ben magro risultato” conseguito alle politiche da Fratelli d’Italia in Basilicata, un 2,5% in due settimane tra i lucani che vogliono un centrodestra diverso, poco o molto questo è da vedere. Personalmente sarei più preoccupato del fatto che il tuo partito è sceso in Basilicata dal 36% al 19% e che da 6 parlamentari ne ha eletti solo 2, una sconfitta evidentemente limitata solo grazie alla grinta di Berlusconi. Sarà solo un problema di “proposta” del Pdl di Basilicata che i lucani ancora non hanno compreso?

Potenza 2/4/2013
Gianni Rosa
Fratelli d’Italia

domenica 17 marzo 2013

IL MIO NO ALLE PRIMARIE IN FRATELLI D'ITALIA


ASSEMBLEA NAZIONALE DEI QUADRI DI FRATELLI D'ITALIA-ROMA 14 MARZO 2013





Il 14 Marzo 2013 e’ per Fratelli d’Italia un albo lapillo signanda dies. Il neonato partito , vigoroso nella purezza della sua genesi, ha connotato il suo volto con tratti stentorei : un partito autentico nel radicarsi nel sentimento popolare, nelle prerogative della base , visceralmente legato ai territori e alle capillari istanze dei cittadini che li popolano,. Si, i cittadini, non gli elettori, perche’ Fratelli d’Italia non guarda al voto ma alla funzione sociale e alle aspettative dell’individuo che e’ dietro il voto. Alla costituzione di FDI è sotteso lo slancio ideale per il recupero del sano patrimonio valoriale della destra sociale, pericolosamente a repentaglio proprio quando invece e’  unico poderoso scoglio di catarsi e riscatto della Nazione nella cachessia eutanasica del  sistema partitico  in toto.

E’ l’epoca di indire un nuovo Umanesimo che porti l’Uomo al centro della teleologia di ogni agone politico, l’Uomo come fine e non più come strumento per soddisfare velleità personalistiche di singoli, pressioni di logge e interessi di comitati d’affari : questo l’imperdonabile errore dei manovrieri dei partiti ”maggiori”,  che negli ultimi 20 anni hanno massacrato e violentato la vita politica del nostro Paese. Il bipolarismo, in cui pur fortemente crediamo, giammai deflagrerà, in virtù della nostra azione limpida e autonoma, nel servilismo consociativo di chi vuole stare solo a galla accampando diritti di minoranza, perché  la schiena dritta e lo sguardo proiettato all’orizzonte  sono geni dominanti del nostro DNA storico , perché  il 2%  non è un traguardo ma solo una linea di partenza .

Crescere. E cresceremo perché  abbiamo i muscoli forgiati dalla convinta e coerente militanza del passato, abbiamo l’entusiasmo propositivo del presente, abbiamo idee lucide e coraggiose per il futuro. Cresceremo perché ci rinnoviamo , pur nel segno della tradizione e nel rispetto del patto tra generazioni, affidandoci non a mercenari ma a condottieri che nel loro essere leader, la loro storia personale lo documenta, sono stati sempre guide, mai padroni. Ora, come disse Veneziani nel suo “Ritorno ad Itaca”, è arrivato il tempo del sacrificio, di dare qualcosa di personale e prezioso per costruire un’alterità ancora più preziosa perche’ affrancata da qualsivoglia peccato originale e univoca nel rilanciare l’idea di una nuovo movimentismo popolare  che faccia dell’ostacolo capacita’ di salto e che porti la politica dalla piazza al palazzo restituendo ad essa stessa la legittima dimensione di espressione della volontà popolare nel pieno senso pericleo di democrazia partecipativa.

Democrazia partecipativa non e’ sinonimo, attenzione, di “Primarie” , semmai l’esatto contrario; dobbiamo smettere di pensare di poter scimmiottare l’anelito democratico delle primarie statunitensi: la tessitura socio-politica dell’Italia ha un costrutto molto piu’ fitto, intricato, talora nebuloso, comunque diverso, che configura l’articolazione di primarie in qualcosa che è tutt’altro che democrazia. Il buon senso, innanzitutto, dice che l’assemblearismo disordinato e destrutturato non e’ democrazia, ma negazione della democrazia stessa, piuttosto anarchia. E nell’anarchia prevale la tirannide e i poteri loschi ad essa sottesi. Proprio cio’ che nessuno di noi Fratelli potrebbe mai desiderare. Le primarie italiane sono solamente una becera  quanto maldestra operazione di verniciatura di facciata, adottata da un unico soggetto, il PD, che e’ sempre piu’ lontano nell’ontologia da un partito e sempre piu’ simile, invece,  ad un grumo amorfo di potere, ad un mostro leviathano  in cui si coagulano malamente linee ideologiche tra loro stridenti eppure unite nello sforzo di consolidare un potere politico che non e’ voluntas populi.
Si e’ visto, infatti, a cosa hanno portato le le recenti primarie del PD : alla perpetrazione e perpetuazione del logoro e del consunto con l’affermazione di un Bersani e non gia’ di un Renzi trasformando, de facto, un nitido match-point nel piu’ clamoroso degli autogol. Le primarie dello Stivale sono un meccanismo facilmente inquinabile, manovrabile e corruttibile : sono state adottate da un partito che non ha mai avuto una genesi ma una patogenesi , macroembrione  malato originatosi dalla commistione forzata di cromosomi inavvicinabili. I fondatori di Fratelli d’Italia hanno un pedigree di inconfutabile purezza e coerenza ed  e’ la loro storia stessa che sarà garanzia e tutela dell’anima democratica ad un partito che apre porte e finestre a uomini e donne di buona volontà, senza la necessita’ di adire l’ ausilio di pericolosi itinerari procedurali antidemocratici come le primarie: i nostri leader, l’ho detto gia’, sono guide illuminate e  non padri- padroni.  Nè noi militanti siamo novelli verghiani “Rossi Malpelo”. 

Si al rinnovamento e alla democrazia plebiscitaria. No ai salti nel buio e alle storture che rischiano di ferire e azzoppare questo nostro partito ancora in fasce, questo nostro sodalizio appena sorto che, come un meraviglioso bimbo, dobbiamo fare adulto con amore e accudimento. Il papa’ e la mamma già li ha. E vanno benissimo. Invito alcuni amici alla riflessione e allo scandaglio interiore:  i nostri leader hanno indicato la luna: loro hanno guardato il dito, non la luna. Ben venga il confronto anche duro , ma sempre nell’alveo della civiltà, perche’, se animato da buoni intenti e ammantato di pluralismo democratico, ogni difficolta’ che ne potrà originare sarà per certo una positiva “febbre di crescita” e non  febbre  prodroma di marasma. Per crescere. Uniti e a testa .
                                                                                                                   Giuseppe D'Armento (FDI)

martedì 15 gennaio 2013

I DINOSAURI DEL PDL LUCANO

Gia’ a Giugno avevo parlato, in un comunicato stampa, di un PDL , quello lucano, indifferente alle istanze della base, lontano dalla comunita’, di un PDL indisponibile al confronto e ad un’interazione costruttiva con le nuove leve, che anzi sono state brutalmente escluse (un esempio per tutti il giovane Santoriello) dal dibattito politico. Avevo parlato di dinosauri fautori di medieval-politica che ancora scorrazzano per la Basilicata , affamati solo di consenso personale, esperti manipolatori del prossimo con in mano la carota della falsa promessa, nell’altra il bastone dell’autoreferenzialita’, abili controllori di quello che credono ancora un popolo-bue.


A ben veduta ragione il noto scrittore Di Consoli ha affermato: “Ecco infatti cosa mi sembra davvero offensivo delle facce di Viceconte, Taddei e Latronico. Non solo che siano eterni “onorevoli” senza crucci e senza tormenti, mestieranti della politica, baroni feudali. No, quello che mi offende più di tutto è il ghigno che hanno sul volto e che significa: smettetela di perdere tempo, la politica è potere, decidiamo noi, la politica è solo poltrone e soldi, accordo con tutti, anche con i presunti avversari.”
Come non condividere tale pensiero quando oggi, in prossimita’ delle parlamentarie, vediamo in feroce lotta per la sopravvivenza i suddetti intoccabili del sistema politico del centro-destra lucano attuale, non dissimile dal sistema politico feudale monocratico democristiano che negli anni 60 e 70 ha creato la Basilicata di oggi: terra di poverta’, di spopolamento, terra da sfruttare, da trivellare, terra in cui eventualmente fare stoccaggio di rifiuti radioattivi, al contempo miniera d’oro (nero) e discarica .

La Val d’Agri di oggi come la Val Basento di allora.

Da tanti lustri imperversano sui palchi elettorali di Basilicata, ma cosa ha avuto la Basilicata da loro? Occupazione? Sviluppo? Dotazioni infrastrutturali? La defiscalizzazione dei carburanti per tutti i residenti? No. Ha avuto il Bonus idrocarburi, piccolo gadget di propaganda da vendersi ora , ecco la carota, come fumo negli occhi all’elettorato disattento o asservito al modus operandi clientelare.
Ora, senza condividere con la base un progetto strategico partecipato, umiliando un’importante quota di partito vicina ai “falchi” Rosa e Venezia, in un’assemblea sommaria da nomenklatura d’altri tempi hanno deciso: ci candidiamo ancora noi, solo noi, sempre noi, siamo noi stessi il progetto per la Basilicata.

Nella risposta a Di Consoli, il sen. Latronico afferma che scelse, nel’ 94 di “stare con lo schieramento di centro destra per rappresentare una possibile alternativa al sistema di potere “ , ma dal ’94, voglio far notare, sono passati quasi venti anni e non ha costruito alternativa alcuna, a meno che per alternativa si voglia intendere un partito amorfo , inciuciato con la sinistra, spaccato e con le ossa rotte. Sotto la sua guida il centro-destra materano ha registrato una clamorosa ecatombe di consensi e gradimento: testimonianza ne sono i disastri elettorali del PDL a Matera, Pisticci, Scanzano , per citarne alcuni. A Nova Siri ha tenuto a battesimo e continua a sostenere la peggiore amministrazione che si ricordi a memoria d’uomo (non vengono pagati nemmeno i dipendenti comunali). A Policoro, l’ottimo stratega Leone e’ diventato Sindaco tenendo ben lontani dai suoi palchi, nella fase di ballottaggio, le bandiere e i rappresentanti apicali di un PDL che, in modo evidente, Viceconte & Co hanno trasformato in un “brand” che e’ garanzia di sconfitta. Servono forse altri venti o altri cinquant’anni al sen.Latronico per “costruire l’alternativa”?

Ha elencato, inoltre, presunti risultati dell’attività parlamentare del trio “alfa-dominante” , ma non sono risultati tangibili, il benessere dei Lucani non si e’ accresciuto. Non e’ piu’ tempo di affabulazioni. In giro, di centro-destra o centro-sinistra che siano, circolano troppi virtuosi dell’illusionismo e della falsa promessa, troppi Pinocchio, troppi Mangiafuoco, troppi Omini di burro, ma La Basilicata non e’ il paese dei balocchi e non vive una favola ma il dramma di una vertiginosa involuzione economico-sociale.

E’ ora di voltare pagina.

Rimane ormai pochissimo tempo : se i domini del PDL non riprendono immediatamente il dialogo con Rosa e Venezia, il Rubicone sara’ attraversato, il dado sara’tratto, il responso sara’ quello impietoso delle urne: il popolo lucano questa volta sapra’ risvegliarsi attivo e poderoso nella sua autodeterminazione e nell’affermazione di diritti che vanno affermati e pretesi, non più elemosinati agli illusionisti della politica, con il voto a favore di gente nuova e capace che possa veramente rappresentarlo.

Giuseppe D’Armento - Consigliere comunale Nova Siri

domenica 4 novembre 2012

4 NOVEMBRE, SACRA E' LA MEMORIA DEI NOSTRI CADUTI IN GUERRA


IN QUESTO GIORNO DEDICATO ALLA MEMORIA DEI CORAGGIOSI CADUTI PER LA NOSTRA PATRIA, GIORNO DI DOLORE MA ANCHE DI ORGOGLIO,  DEDICO A LORO QUESTI VERSI MILITARI:


 
 

INNO DEL IX REGGIMENTO INCURSORI PAR. D'ASSALTO "COL MOSCHIN"

Sui monti e sui mar
per le strade e nel ciel
lanciamo in alto la sfida ideal.

Lungo sarà il cammino
ma con speranza e con ardor
lanciamo i nostri cuori
nella battaglia ancor.

La pioggia ci bagna
ci arde alto il sol.
D'inverno il gelo
ci morde aspro il cuor.

Ma saldi nel periglio
vitam pro Patriam exponimus
e la divisa nostra è insegna del valor.

In aspri cimenti
le forze noi tempriam.
Fra rischi mortali
la nostra via seguiam.

In faccia al mondo vile
splende la sfida del valor
avanti o Paraca
avanti, avanti ancor.


BAGNANDO IL BASCO

Bagnando il basco in una pozza di sangue
si fece il simbolo di tutti noi parà,
il sacrificio dei nostri caduti
fu sempre lotta a viltà e disonor.

Al vento di morte il freddo terror
quando ci sfida, allor ci splende nel cuor,
il nostro coraggio e il nostro valor,
noi siam parà in lotta per la civiltà.

All'apparire del fiore in volo
il ciel si oscura e si inizia a lottar
siam volontari siam le truppe scelte
noi siam votati a saper di morir,

allor sappiam che andremo a morir
tra indifferenza e senza un pianto per noi
ma morirem con rabbia in cuor per l'onor.

CON LA MORTE A PARO A PARO

Quando più aspra in guerra infuria la battaglia,
quando più forte crepita sul fronte la mitraglia;
se segna il passo il fante, se sostano i carristi
ci mandano a chiamare: chi? Noi Paracadutisti.

Siam cento cento cento,
siam forti, arditi e sani
un po' pazzi, un po' poeti
ma il fior fior degli Italiani.

Veniamo da lontano per vie arcane e belle
volando nella notte ci guidano le stelle,
nell'alba colorata di luci lievi e tristi
scendiamo giù dal cielo: chi? Noi Paracadutisti.

C'è a chi piace far l'amore,
c'è a chi piace far denaro,
a noi piace far "la guerra con la morte a paro paro"

Giungiamo da lontano qual "Folgore" dall'alto
spezzando ogni difesa nell'ebrezza dell'assalto
apriam la strada al fante, il valico ai carristi
diam l'ali alla vittoria: chi? Noi Paracadutisti.

Siam cento cento .......

A chi cade combattendo Dio concede in sorte bella
di volare lieve lieve tra una nuvola e una stella
in quell'angolo del cielo riservato a tutti Noi
dove vivono in eterno: Santi! Martiri! Eroi!.

sabato 3 novembre 2012

NOTIZIE DAL BUNKER : IL Sindaco ha pugnalato la democrazia, abbia il buon senso di tacere



Nova Siri. Naufraga la mozione di sfiducia in un mare di polemiche: altissima la tensione
 

NOVA SIRI - Fuoco e fiamme durante l'ultimo consiglio comunale a Nova Siri il 30 Ottobre scorso. Una mozione di sfiducia presentata nei confronti del sindaco da 8 consiglieri - Giuseppe D'Armento PDL , Pasquale Favale capogruppo PD, Luigi Maradei PD, Massimo Varasano PD, Giovanni Dimatteo PD, Carmela Viccari PD, Michele Laddomata e Cosimo Pancaro, indipendenti - che si è infranta contro i numeri della maggioranza dei consiglieri; sindaco incluso. Già perché è anche su questo che gli animi si sono surriscaldati: la partecipazione del primo cittadino alla votazione.

D'Armento, consigliere pdl fuoriuscito dalla maggioranza, ha sostenuto con forza la non partecipazione. Astensione - quella che a suo avviso avrebbe dovuto osservare il primo cittadino, Giuseppe Santarcangelo - che ha motivato invocando formalmente l'etica pubblica. (“Lei ,Sindaco , non deve votare la mozione su sé. Lo chiedo perentoriamente”, ha tuonato D'Armento. “E’ come se l’imputato di un processo si intrufolasse nella camera di Consiglio del tribunale che lo deve giudicare”.) Dal punto di vista sostanziale, D'Armento ha citato un caso che ha definito simile, quello che tempo fa ha avuto come protagonista l'allora sindaco di Matera, Emilio Nicola Buccico. Il quale si astenne dal partecipare alla votazione e fu sfiduciato dai consiglieri (era il 2009). Il consigliere ha poi concluso: “Non voti , Sindaco, a favore di se stesso, in modo autoreferenziale: se in futuro verranno scritti altri libri sulla storia di Nova Siri, lei sara’ ricordato come 'il sindaco della colla' o 'l sindaco incollato' ”. D'Armento ha poi denunciato “lo scollamento” fra settori e politica sollevando la necessità di “riordino e ammodernamento” della macchina amministrativa. “ A molti di voi della maggioranza, cosi come ad alcuni funzionari, sembrava che io avessi detto una bestemmia, ma ditemi voi oggi se non fui lungimirante e che è proprio questo il cappio che oggi vi stringe la gola”, ha detto. E, ancora: “Quando lei, sindaco, mi estromise dall’Amministrazione si permise di definirmi , oltraggiandomi, come un danno alla collettivita: a distanza di quasi due anni i fatti dimostrano che la verità è un’altra; ora parlano i fatti e lo scempio in cui viviamo: è lei di danno ai novasiresi, lei e’ un male per la nostra comunità. Alla luce dei fatti è come se Osama Bin Laden avesse accusato Madre Teresa di stragi terroristiche. Si dimetta”. D'Armento ha poi definito anti-collegiale la politica di Santarcangelo: “una Caporetto storica per la comunità di Nova Siri”.
Altrettanto dura la replica di Santarcangelo che ha annunciato l'uscita, nei prossimi giorni, di un manifesto cittadino. “La mozione di sfiducia non ha avuto l’esito sperato, anzi si è trasformata in un boomerang, evidenziando una minoranza di circostanza, motivata solo dal risentimento e non da un progetto politico credibile”, ha scritto in una nota Santarcangelo (Pdl). E, ancora: “Il Generale ha perso: le guerre, lui è abituato a farle da lontano, magari con un joystick e non sul campo, tant' è che ha marcato visita spessissimo, esercitando la delega assessorile sulla stampa e sul web e non nel luogo istituzionale, cioè la giunta”. Il primo cittadino non ha lesinato affondi anche al Partito Democratico. “La strategia e la tattica elaborata e condivisa con il capogruppo PD era geniale: impedire con mellifluo moralismo al Sindaco – consigliere comunale - la partecipazione al voto”. E, poi: “L’attendente (o portavoce, che dir si voglia) invece aveva annunciato sorprese e maratone oratorie - dimenticando che fino a due mesi fa condivideva le sorti della maggioranza e teneva in odio (ricambiato) il Generale – confondendo il suo ruolo presunto con quello reale. Il PD ha invece mostrato tutto il suo pervasivo Massimalismo, la capacità di falsificazione della realtà (come quella su una inesistente missione per Viggiano di 700 €, affermazione di cui qualcuno risponderà nelle sedi opportune o come la trasformazione dei risparmi di missione del Presidente del Consiglio in una colpa) con una utopica promessa di un governo della cosa pubblica senza tasse e senza regole.
Invece è riuscito nell’inimmaginabile: fondersi con la fascisteria”. Nella nota il sindaco, nel ricordare le “importanti delibere che riguardano gli interessi della collettività” - e a tal proposito ha citato la ri - pavimentazione di Piazza Plebiscito, impegno contro la soppressione della Provincia di Matera, adesione al Patto dei Sindaci,nuova gestione e messa in sicurezza del servizio di Pubblica Illuminazione, bilancio preventivo – ha assicurato che la maggioranza c'è e che le difficoltà economiche oggettive, legate alla situazione di crisi generalizzata, si avvertono anche nei comuni amministrati dal centrosinistra. “Continuiamo ad essere impegnati nel perseguimento degli obiettivi di mandato e nel risanamento funzionale del Servizio Tecnico Comunale nella convinzione che il suo malfunzionamento e le difese d’ufficio di alcuni consiglieri dell’odierna opposizione – che pure hanno avuto responsabilità – siano un danno non per la maggioranza ma per tutta la collettività novasirese”. [Gianluca Pizzolla]

da "Ilmetapontino.it"

NOTIZIE DAL BUNKER:D'Armento sul Bilancio: in Consiglio nessuna risposta

venerdì 2 novembre 2012


NOVA SIRI - " D'Armento sul Bilancio: in Consiglio nessuna risposta"

Giuseppe D'Armento (indipendente Pdl) critica le voci che non tornano


di PIERANTONIO LUTRELLI


NOVA SIRI - “Ho lasciato da sola una moglie che potrebbe partorire da un momento all’altro, mi faccio 1200 km e senza rimborso, per venire qui a esercitare il mio dovere istituzionale a sentire le vostre spiegazioni e voi non me ne date? Io voglio risposte alle mie domande, voglio sentire il sindaco cosa ha da dire. Non sono venuto qui per sfogarmi o per confessarmi: se il bisogno fosse stato questo sarei andato dal prete. Sindaco risponda, vergogna”. Ci mette passione il consigliere comunale, Giuseppe D'Armento nel fare opposizione al Comune di Nova Siri. Con queste parole, nell'ultimo consiglio comunale, l'ex assessore alla Cultura, di professione odontoiatra e ufficiale medico dell'Esercito italiano in servizio nella Capitale, ha incalzato il sindaco Pino Santarcangelo e la giunta sui problemi irrisolti della comunità. D'Armento, uomo dal grande spessore culturale, rivendica forte la sua appartenenza al Pdl ed al centrodestra, ma ha preso le distanze dalla residua maggioranza che é ciò che é rimasto della compagine civica "Impegno per Nova Siri" . Si tratta però di un contenitore a forte presenza Pdl, molto vicino alle posizioni del senatore e segretario provinciale, Cosimo Latronico, da cui però l'ex assessore ha preso da tempo le distanze. Nell'ultima assise era presente il coordinatore cittadino del Pdl, il latronichiano Walter Basile. Sarebbe curioso capire qual é la posizione ufficiale di un partito che ha "pezzi di qua e di là" soprattutto in vista delle imminenti elezioni Politiche. Tornando al Consiglio in merito al Bilancio D'Armento ha denunciato "Il ritardo nel pagamento degli stipendi ai dipendenti, delle spettanze alle ditte appaltatrici di servizi e nel rendere disponibili alle famiglie i buoni per i libri di testo, voci di bilancio su somme destinate ai lavori pubblici sparite dai residui attivi e andate in spesa corrente, la scelta infausta di cercare introiti col lanternino imponendo la tassa di soggiorno contro quanto precedentemente affermato in conferenza dei sindaci, il frequente ricorso alle anticipazioni di cassa. Il parere favorevole, ma con “riserva” del revisore - ha continuato - indica che c’è qualcosa che non va e che va chiarito, quindi non possiamo votare a favore di una delibera di bilancio che non è chiara. La riconferma dell’incremento Tarsu nonostante alcun bando abbia avuto esito, la tassazione massima con incremento dell’Imu del 10,6 per 1000. Siete con l’acqua alla gola: perché non avete aderito al fondo di garanzia per i comuni a rischio dissesto stabilito dal Min. Cancellieri con la legge anti-default 174? Prevede un fondo rotativo di pronta liquidità, a cui anno aderito già una cinquantina di Comuni dell’alto Lazio, della Calabria e della Sicilia, e voi?” Infine sulla mozione di sfiducia, rivolgendosi al sindaco: “Quando lei - ha concluso - mi estromise dall’amministrazione si permise di definirmi, oltraggiandomi, di danno alla collettività". A distanza di quasi due anni i fatti dimostrano che la verità è un’altra; ora parlano i fatti e lo scempio in cui viviamo: é lei di danno ai novasiresi, lei è un male per la nostra comunità".


(da Il Quotidiano della Basilicata)

NOTIZIE DAL BUNKER :E’ battaglia sulla mozione

mercoledì 31 ottobre 2012


NOVA SIRI - E’ battaglia sulla mozione

Minoranza all’attacco sulla sottovalutazione dell’atto di sfiducia. Passa il bilancio. In Consiglio parole grosse e schermaglie per il salto all’ultimo punto dell’ordine del giorno


di PIERANTONIO LUTRELLI


NOVA SIRI - La discussione sulla mozione di sfiducia presentata dalla minoranza consiliare (8/17) nei confronti del sindaco di Nova Siri, Pino Santarcangelo, é stata collocata soltanto al quattordicesimo punto all'ordine del giorno del Consiglio comunale iniziato ieri pomeriggio. La cosa non é stata accettata dalla nutritissima opposizione che si é scagliata con veemenza contro la decisione assunta dal presidente del Consiglio, Antonio Melidoro. Questi alcuni tra i passaggi più significativi. "Io fatto vincere questa amministrazione - ha detto il consigliere indipendente, Michele Laddomata - e non voglio che la mia mozione sia trattata per ultima". Massimo Varasano (Pd) ha sfidato la maggioranza: "Solito copione. Perché non rimettere la mozione di sfiducia al primo posto?" Subito dopo la risposta del sindaco Santarcangelo: "Non capisco perché la mozione di sfiducia si debba discutere per prima. Facciamolo decidere al Consiglio". Poi il presidente Melidoro: "Impugnate gli atti". L'assessore Pavese: "Diamo un cattivo spettacolo". La "furbata" della maggioranza é stata quella di mettere ai voti la proposta di spostamento del punto "Discussione sulla mozione di sfiducia" per ultimo proprio come collocato nella notifica di convocazione dell'assise ai consiglieri. Poi Giuseppe D'Armento (indipendente Pdl): "Voglio stigmatizzare il turpiloquio del sindaco. Se in ascolto radiofonico c'é il presidente del Consiglio comunale dei ragazzi, questi poi si può sentire autorizzato ad usare le stesse parole a scuola". Giovanni Dimatteo (Pd) ha attaccato il ruolo a suo dire non "super partes" del presidente del Consiglio. E poi: "È un'offesa alla democrazia mettere una discussione (mozione di sfiducia, ndr) all'ultimo punto. Eppure siamo otto consiglieri su sedici ad averla chiesta". Il capogruppo del Pd, Pasquale Favale ha colto il nervo scoperto: "Non permetto che si usino parole scurrili. Dobbiamo ricondurre tutto alla moderazione. Dobbiamo andare ai voti? Allora chiedo che il sindaco, parte interessata, si astenga dalla votazione". Ed ecco Santarcangelo: "Chiedo scusa per l'intemperanza verbale che ho avuto. Fuori dai ragionierismi di chi fa i conti, dico che io sono stato eletto direttamente in una sfida tra sindaci. Perché non posso votare? Faccio parte del Consiglio". D'Armento come forma di protesta ha deciso di non discutere gli altri punti se non il bilancio e la mozione. A maggioranza (nove voti contro due) il Consiglio ha preso la piega prestabilita. Si é passati poi alla elezione del vice presidente del Consiglio, carica andata a Dino Padula, unico consigliere di maggioranza a non avere ruoli di governo, per cui l'unico che poteva statutariamente ricevere un incarico che mai potrà usare in Consiglio, perché il giorno che non dovesse presentarsi colui di chi é vice, quindi il presidente Melidoro, non ci potrà essere la maggioranza. Dopo una serie di punti, tutti approvati a maggioranza, si é passati alla discussione sul bilancio comunale. L'assessore al ramo, Giuseppe Settembrino, ha illustrato le strategie finanziarie e i conti dell'Ente. Il primo a prendere la parola é stato Giuseppe D'Armento che ha parlato di "iniqua tassazione che subiscono i cittadini di Nova Siri" ed ha elencato una serie di "difficoltà della vita amministrativa" tra cui "il bando per la raccolta rifiuti che non ha mai esito". Varasano ha analizzato analiticamente la questione bilancio. "Il presidente Melidoro si é rimborsato il panino e due euro di parcheggio". Secca la replica di Melidoro "Un panino a Roma é il minimo. Comunque chi fa molte missioni molto ci rimette".


(Da Il Quotidiano della Basilicata)

venerdì 26 ottobre 2012

L'ORGOGLIO DEI BRIGANTI CONTRO LA "MALAPOLITICA" LUCANA


Ho notato con piacere che la mia denuncia a mezzo stampa abbia dato occasione ad altri politici di intervenire a loro volta in merito alla mancata erogazione a Nova Siri , ma anche in altre localita’ del Metapontino, di acqua irrigua agli agricoltori. Ho notato con meno piacere che nulla sembra essersi mosso in questi giorni: il disservizio dell’Ente regionale non e’ ormai piu’ solo un allarme ma e’ diventato un danno conclamato , considerate le alte temperature che si sono registrate in questi giorni nella fascia jonica. Molte colture sono gia’ compromesse , molti campi orticoli completamente secchi come secche sembrano essere le coscienze dei responsabili di questo vero e proprio misfatto ai danni del mondo contadino.

E' desolante assistere al ritardo dell’Amministrazione di Nova Siri nel denunciare il fatto, segno di disattenzione verso Il mondo agricolo di Nova Siri che è completamente abbandonato: molte strade rurali sono pressoche’ impercorribili e ho ricevuto diverse telefonate di cittadini che abitano in campagna , preoccupati per l’incolumita’ dei propri figli, in quanto molto pericolosamente gli scuolabus si avventurano su strade che sono di fatto mulattiere da terzo mondo.

L’ inefficienza del Consorzio di Bonifica non è un problema contingente ma un male cronico , vecchio non di anni ma di lustri; segno chiaro che e’ da lustri, quindi, che la Politica Lucana NON FUNZIONA. Trasversalmente. E’ pietoso il ludibrio pubblico a cui e’ stato sottoposto il nome della Basilicata nelle vesti del suo piu’ autorevole rappresentante, il Presidente De Filippo, che ha visto consegnarsi un provolone da “Striscia la notizia” (in virtu’ dei rimborsi benzina ai consiglieri regionali, i rimborsi piu’ alti in Italia ), sono pietosi taluni bandi di concorso con tempistiche che sembrano denotare volonta’ clientelari. Se Atene piange, Sparta non ride: altrettanto improvvida mi appare l’ attitudine di una parte del PDL che continua a sottolineare la preziosa concessione dei bonus-benzina come se fosse panacea, quando il problema piu’ importante e trascurato della Lucania e’ l’assenza di una dotazione infrastrutturale che vivifichi l’economia tutta. Ed è a ciò che andrebbero tesi tutti gli sforzi e la finanza rinveniente dalle royalties del petrolio, non gia’ all’”illuminata” elargizione di un Bonus idrocarburi ,che, francamente, piu’ che ad un sussidio realmente utile ai cittadini, data la sua consistenza, assomiglia piu’ ad un gadget da propaganda elettorale.

Il male della nostra Basilicata, cosi inveterato, cosi apparentemente inestricabile, trova la sua genesi, oltre che in una cattiva condotta dei rappresentanti del popolo, anche nell’indole del popolo stesso, troppo abituato ad ingoiare amari bocconi in silenzio. E’ un popolo ,il nostro , che ha dimostrato di sapersi risvegliare con fierezza dall’oblio della vessazione solo quando l’acqua e’ alla gola ( come il no-scorie a Scanzano) ma e’ ancora troppo dormiente , malinconicamente rassegnato , piagnucolante nell’angolo, incline alla questua e alla clientela, incapace di delegare con la propria arma, il VOTO, dei validi rappresentanti: ecco il perche’ le nostre Istituzioni ed Amministrazioni sono infarcite di “politici” che sono magari bravi a portar voti al “padrone” ma non sempre altrettanto bravi , una volta eletti, ad esprimere reali competenze nel governare la cosa pubblica. E’ un popolo che deve risollevarsi sveglio e attivo, poderoso nella sua autodeterminazione , sempre memore dei propri diritti che vanno affermati e pretesi, non elemosinati. Un popolo che deve riscoprire nel proprio retaggio le fiere tracce genotipiche dei nostri avi briganti che hanno lottato per risollevare gli oppressi : bisogna recuperare questo antico orgoglio non gia’, e’ chiaro, per allestire pugne cruente o rivoluzioni armate ma per prendere coscienza che cambiare si puo’ , con il voto. A favore di gente nuova, capace ed onesta.

Dr Giuseppe D’Armento (PDL) cons.comunale Nova Siri

Carmine Crocco, (Rionero in Vulture, 5 giugno 1830 – Portoferraio, 18 giugno 1905), audace brigante lucano , una vita dedicata a combattere le ingiustizie sociali

venerdì 19 ottobre 2012

AGRICOLTORI ABBANDONATI A SE STESSI DA UNA POLITICA DI PARASSITI E INGORDI


Niente acqua di irrigazione a Nova Siri , stamani l'incresciosa e amara sorpresa per i nostri agricoltori che, pur pagando regolarmente le quote al consorzio di bonifica, non possono irrigare i campi .

Di chi sono le responsabilita' ? Certamente di una "malapolitica" di sicuro piu attenta alle beghe di potere e agli affarismi che non al bene dei cittadini.

Ho appreso che l' interruzione del servizio e' dovuta a morosita' del Consorzio nei confronti dell'Enel , che ha interrotto l'erogazione di energia elettrica alle vasche di sollevamento (pare che la stessa cosa si sia verificata a Pisticci, Bernalda, Montescaglioso e in agro di Matera).

 Si tratta di un servizio a pagamento che non viene soddisfatto , e, oltre al danno anche la beffa , sulle spalle dei contadini , ai danni di un comparto , quello agricolo, gia' in ginocchio per la crisi del settore e per le alterne e avverse condizioni del clima.

Ormai il consorzio non e' piu un Ente utile ai cittadini , ma solo un' enorme sanguisuga che parassita il sistema drenando soldi pubblici e soldi dei lavoratori della terra senza offrire un servizio soddisfacente.Chi lo tiene in vita? Forse altri parassiti locali in veste di politici che devono soddisfare le esigenze del proprio portafoglio e delle proprie clientele?

 E' uno schifo ! Dove sono i preposti organi di controllo e vigilanza ? Cosa fanno i politici che si preoccupano dell' "elemosina" del bonus idrocarburi e sembrano invece non accorgersi dei problemi reali della gente?

 Con l'approssimarsi delle battaglie elettorali a piu perimetri ,tra un po questi politici chiederanno sfacciatamente consenso ai lavoratori della terra per continuare a tenerli in condizioni di sudditanza e oppressione da medioevo.

Prendano gli agricoltori atto di quanto di becero si consuma a loro discapito e , unitamente alle altre forze fertili e vessate della comunita' , non solo novasirese, provvedano col voto a sconfessare questa classe politica di gente indegna,incompetente e parassita ! Spediamoli a lavorare !
          

Dr Giuseppe D'Armento (PDL) cons. com. indipendente Nova Siri

sabato 22 settembre 2012

PREMIO"SERGIO PANIZZA" A MIRIAM VITIELLO , LA SCIENZIATA LUCANA CHE HA INVENTATO IL LASER MORBIDO

Si chiama Miriam Serena Vitiello, ed è la prima donna a vincere questo premio. La scienziata del laser «morbido» è stata premiata dalla Società italiana di fisica (Sif) per le sue ricerche di frontiera sui laser a Terahertz.
È di Policoro, ha 34 anni e lavora dal 2010 ai laboratori Nest dell'Istituto Nanoscienze del Cnr di Pisa. Per la precisione, la giovane ricercatrice ha ottenuto il premio “Sergio Panizza” dedicato all'eccellenza nel campo della Fotonica e Optoelettronica.

Ieri la consegna del riconoscimento nel corso della cerimonia inaugurale del 98.esimo Congresso nazionale della Sif all’Università di Napoli Federico II. La ricercatrice lucana, attiva nel laboratorio Nest dell'Istituto nanoscienze del Cnr (CnrNano) e Scuola Normale Superiore di Pisa, in collaborazione con l’Istituto nazionale di ottica di Firenze (Ino-Cnr), si è aggiudicata il premio per le ricerche dedicate a sorgenti laser a semiconduttore e rivelatori nano-elettronici ad alta frequenza, che secondo la motivazione della giuria «hanno aperto nuove frontiere nell'innovazione della fotonica Terahertz».

La radiazione Terahertz, ovvero radiazione di frequenza tra le microonde e l'infrarosso, è un candidato promettente per applicazioni che vanno dal controllo di qualità nell’industria all’identificazione di esplosivi nei sistemi di sicurezza.


Tuttavia la complessità e il costo dei sistemi commerciali attuali limitano l'uso su larga scala di questa tecnologia. Il premio va a riconoscimento di un'attività di ricerca pluriennale, cominciata con un dottorato di ricerca in Fisica all’Università degli Studi di Bari, che ha portato a risultati innovativi. «Risultati che consentono già ora di realizzare una piattaforma completa a stato solido che opera nel range terahertz, sia in aria libera che guidata, pronta per lo sfruttamento commerciale», commenta la ricercatrice.

Nel campo dei laser a semiconduttore basati sul cosiddetto principio della cascata quantica, Miriam Serena Vitiello ha sviluppato sorgenti laser terahertz con efficienza record e larghezze di riga vicine al limite quantistico; nel campo della rivelazione Terahertz ha messo a punto rivelatori nanostrutturati innovativi, basati su transistor in nanofili a semiconduttore e successivamente in grafene.


«La radiazione elettromagnetica nelle frequenze Terahertz - ovvero 1 milione di milioni di oscillazioni al secondo, tre le microonde e l'infrarosso - può essere impiegata per una sorta di spettroscopia “morbida”», come la definisce la stessa Vitiello, che continua, «a simili frequenze infatti la radiazione è completamente sicura dal punto di vista della salute.

Al tempo stesso è in grado di penetrare materiali che sarebbero opachi alla luce, come carta, plastica e altri. Per questo si possono prevedere applicazioni legate ai controlli di sicurezza, come la rivelazione di esplosivi e agenti bio-chimici, o, in ambiti bio-medicali, alla diagnostica del Dna, ai controlli di qualità non distruttivi nei processi farmaceutici, o ancora al monitoraggio di processi industriali».

fonte "La Gazzetta del Mezzogiorno"

Giuseppe D'Armento

giovedì 20 settembre 2012

I "PORCI" IN MASCHERA DEL PDL



CERTO CHE TAJANI (RECENTEMENTE INVITATO AD UNA TAVOLA ROTONDA A NOVA SIRI DAL SEN. COSIMO LATRONICO) HA ALLEVATO UN POLITICO DI SICURO SPESSORE : IL CONSIGLIERE PDL DEL LAZIO CARLO DE ROMANIS, SUO ASSISTENTE A STRASBURGO FINO AL 2010. PECCATO CHE TAJANI NON L'ABBIA PORTATO CON SE A NOVA SIRI , AVREMMO POTUTO APPRENDERE TANTO SU COME ORGANIZZARE FESTE E CARTELLONI ESTIVI;  STAVO GUARDANDO LE FOTO SUI FESTINI PETRONIANI ORGANIZZATI A ROMA COI SOLDI DEL PARTITO (50.000 EURO PER LA RICOSTRUZIONE DI UN ANTICO LUPERCALE DA SUBURRA REALIZZATO NEGLI STUDIOS DI CINECITTA' ), VEDO POI IL CONSIGLIERE DE ROMANIS AL FORO ITALICO VESTITO DA ULISSE, AFFIANCO ALLA POLVERINI, CIRCONDATO DA  "ANCELLE" SEMINUDE E DISCINTE VESTALI. VEDO POI   GIARE COLME DI ALCOOL, POLITICI VESTITI DA MAIALI . POSSIBILE CHE NON ABBIANO INVITATO ANCHE  LA MINETTI E LELE MORA? QUESTO QUANTO TRAPELA DALLE DICHIARAZIONI DI FIORITO (LUI SULLA MASCHERA, PER LO MENO, HA RISPARMIATO).
UN PDL CHE SEMBRA SEMPRE PIU' UN PARTITO DA LUPERCALI  E NON UN PARTITO DELLA NAZIONE; UN PARTITO IN CUI HO CREDUTO E CHE VEDO , PURTOPPO, INFARCITO DI LADRI,  DI PORCI (VERI) E DI MIGNOTTE. CHISSA' COME FINIRA', IO CREDO DI AVER DATO FIN TROPPO IN LAVORO E SACRIFICIO A UN SIFFATTO SISTEMA. UN SISTEMA SCHIFOSO CHE CHIEDE ALLA GENTE SACRIFICIO E AUSTERITA', MENTRE PRATICA LADROCINIO E SPERPERO , PERFINO DI CATTIVO GUSTO.


                                       



(De Romanis)
                                                                  (Fiorito)



 Giuseppe D'Armento (PDL) cons.com. indipendente di Nova Siri

martedì 4 settembre 2012

AMMINISTRAZIONE DI NOVA SIRI: ELETTROENCEFALOGRAMMA PIATTO

 


 

Leggo che il Sindaco ha “ricompattato” la maggioranza e “premiato i fedeli” , che ora "rilancia". Leggo che ha conferito l’incarico alla cultura al Presidente del Consiglio. Fermo restando il mio apprezzamento per le certe abilità di Antonio Melidoro, è evidente , però, che il gruppo di maggioranza , cosi drasticamente assottigliato, palesa una disponibilità di risorse umane e competenze talmente esigua da indurre il Sindaco a conferire una delega assessorile perfino al Presidente del Consiglio, cosa che, se non in conflitto istituzionale, è certamente desueta, un fatto che non credo sia possibile osservare in altre amministrazioni comunali credibili e rappresentative del volere del popolo. Il dato lampante e’, invece, che le deleghe di governo siano , con Santarcangelo, delle semplici patacche da giovani marmotte da esibire al pubblico: ho sempre sostenuto che non sia mai stata data agli assessori la possibilità di seguire in modo concreto e in piena autorevolezza decisionale le proprie deleghe : non è un caso che lo stesso Toscani, infatti, circa un anno fa scrisse sul Quotidiano : “Nel lavoro programmatico è triste riscontrare l’assenza di un metodo di lavoro partecipativo e le decisioni di governo del territorio non vengono discusse nei modi e nei tempi opportuni con tutti i consiglieri, alcuni dei quali me compreso, sicuramente sono coscienti di avere scarso o nullo peso decisionale ed amministrativo Nel lavoro programmatico è triste riscontrare l’assenza di un metodo di lavoro partecipativo e le decisioni di governo del territorio non vengono discusse nei modi e nei tempi opportuni con tutti i consiglieri, alcuni dei quali me compreso, sicuramente sono coscienti di avere scarso o nullo peso decisionale ed amministrativo[…].Nel lavoro programmatico è triste riscontrare l’assenza di un metodo di lavoro partecipativo e le decisioni di governo del territorio non vengono discusse nei modi e nei tempi opportuni con tutti i consiglieri, alcuni dei quali me compreso, sicuramente sono coscienti di avere scarso o nullo peso decisionale ed amministrativo[…].Nel lavoro programmatico è triste riscontrare l’assenza di un metodo di lavoro partecipativo e le decisioni di governo del territorio non vengono discusse nei modi e nei tempi opportuni con tutti i consiglieri, alcuni dei quali me compreso, sicuramente sono coscienti di avere scarso o nullo peso decisionale ed amministrativo[…].Nel lavoro programmatico è triste riscontrare l’assenza di un metodo di lavoro partecipativo e le decisioni di governo del territorio non vengono discusse nei modi e nei tempi opportuni con tutti i consiglieri, alcuni dei quali me compreso, sicuramente sono coscienti di avere scarso o nullo peso decisionale ed amministrativo[…].Nel lavoro programmatico è triste riscontrare l’assenza di un metodo di lavoro partecipativo e le decisioni di governo del territorio non vengono discusse nei modi e nei tempi opportuni con tutti i consiglieri, alcuni dei quali me compreso, sicuramente sono coscienti di avere scarso o nullo peso decisionale ed amministrativoNel lavoro programmatico è triste riscontrare l’assenza di un metodo di lavoro partecipativo e le decisioni di governo del territorio non vengono discusse nei modi e nei tempi opportuni con tutti i consiglieri, alcuni dei quali me compreso, sicuramente sono coscienti di avere scarso o nullo peso decisionale ed amministrativoNel lavoro programmatico è triste riscontrare l’assenza di un metodo di lavoro partecipativo e le decisioni di governo del territorio non vengono discusse nei modi e nei tempi opportuni con tutti i consiglieri, alcuni dei quali me compreso, sicuramente sono coscienti di avere scarso o nullo peso decisionale ed amministrativo “ .

Lo stesso Toscani non può essere definito un “fedele premiato”, considerando che fu artefice di un gruppo di frizione interna (il fattore “T”), deliberatamente costituito, per sua stessa ammissione, al fine di scompaginare l’assetto di governo, aprendo una fase di grave stallo politico e amministrativo ai danni della collettività; per di più , a mezzo stampa, annunciò univoche dimissioni da delegato alla Manutenzione, dimissioni che rassegnò ufficialmente per poi riprendersi, a breve giro di lancette, la delega. Figuriamoci poi, se la “ricompattazione” ha richiesto addirittura la stesura di un documento firmato, a mo’ di tragicomico giuramento di Pontida in salsa nostrana, quale grande fiducia e coesione viga all’interno del gruppo.

Le parole del Sindaco vanno veramente “a briglia sciolta” ; nei fatti egli tradisce già il popolo che lo ha eletto poichè il suo mandato non ha più il sostegno cittadino, espressosi attraverso le preferenze ai consiglieri: con me, Laddomata e Pancaro, vengono meno circa 500 voti alla forza elettorale che lo ha sostenuto, quindi , se non lo statuto, il buon senso e l’etica pubblica imporrebbero dimissioni immediate.

Ma lui non molla e “rilancia” ma rilancia cosa? Invece di spiegare ai contribuenti a cosa servono ben 8 operatori di Polizia Locale in autunno, rilancia fumo negli occhi ai cittadini con dei “faremo” ormai fuori luogo : la fase istruttoria e programmatica di una maggioranza al governo dovrebbe durare un paio d’anni e, dopo la semina, si dovrebbe assistere ad un raccolto, ma raccolto non c’è stato e i cittadini tutti sono coscienti di una carestia che dura da ben 8 anni e passa. Fuori tempo massimo. Cosa vorrebbe ormai fare in un anno e mezzo? Miracoli?..Ne dubito. La gente novasirese e’ nauseata da questo lunghissimo sonno interrotto solo da estemporanee sortite sulla stampa per rinnovare false promesse condite di ottimismo visionario.

L’ elettroencefalogramma dell’Amministrazione cittadina, con buona pace delle Autorità  politiche che l’hanno sostenuta sui palchi (e ora si accingono a celebrare una Festa? ), e’ormai piatto e l’agonia la pagano i cittadini. Il Sindaco pero’ "rilancia” ma non si e’ accorto che l’ultimo tavolo sta chiudendo, le luci si spengono , le fiches sono finite. E poi Nova Siri non e’un tavolo verde su cui fare “rilanci”, l’impegno politico non e’ un’ amena partita a carte, le sorti della nostra comunità non sono certo una “posta” di gioco disponibile. L’unica mossa ragionevole e’ l’abbandono del campo per inferiorità manifesta: è ora di “gettare la spugna” e rimettere il mandato nelle mani del popolo sovrano.

Giuseppe D’Armento (PDL) cons. com. indipendente di Nova Siri

mercoledì 29 agosto 2012

UN PDL IN MANO AGLI ASINI

Qui di seguito le sacrosante osservazioni di Gianni Rosa sulle improvvide e asinine esternazioni di Formigoni e della Gelmini al Meeting di Comunione e Liberazione: autolesionismo partitico e discriminazione del Meridione d'Italia. Un partito che riconosco sempre meno come mio.

Il Popolo della Libertà ha riunito in una casa i moderati italiani, in continuità all’azione politica del Presidente Berlusconi dalla discesa in campo nel 1994. Vado indietro negli anni, perchè la nascita della coalizione del centrodestra ebbe il merito, oltre alla nascita del bipolarismo, di fondere omogeneamente le istanze liberali, di destra moderata e cattoliche dell’intera Italia ed allo stesso tempo di stroncare le pretese secessioniste della prima Lega Lombarda e di un “revanchismo padano” che non deve esiste proponendo invece politiche di autonomie e federaliste.
Pertanto, non comprendo le dichiarazioni del Presidente della Lombardia Formigoni, che dal palco del Meeting di Rimini auspica la costituzione di una Macroregione del Nord, quale unica panacea per risolvere la crisi italiana o meglio delle aziende ed economia del nord, dimenticando forse che senza i mercati del Sud le imprese settentrionali fallirebbero.
Non comprendo neanche l’ex Ministro Gelmini che si è lasciata andare in dichiarazioni alquanto discutibili del tipo :“Dal Nord dipende la capacità del Paese di reggere. Anche il Sud ne trae beneficio” o "Non c’è Italia senza Nord" che trovo disdicevoli per chi ha ricoperto il ruolo di Ministro della Repubblica Italiana ed anche inopportune da parte di chi attualmente è coordinatore lombardo del Pdl.
Il Pdl è il partito dell’inclusione e non dell’esclusione, composto da italiani del Nord, del Centro, del Sud e delle isole, dove esiste un confronto di idee, con un programma che guarda all’Italia e non a singole realtà locali e sopratutto da grande partito nazionale deve stroncare ogni tentativo di localismo egoistico ed esasperato.
Il segretario Alfano
ha l’onore e l’onere di dirigere un partito nazionale, che tra l’altro deve anche agli elettori del Sud e delle isole i suoi successi elettorali, pertanto è auspicabile un suo intervento che corregga le infelici dichiarazioni di Formigoni e della Gelmini. Le affermazioni dei due politici lombardi, da attribuire sicuramente all’avvicinarsi delle competizioni elettorali, sono anche errate e superficiali nelle analisi.
Il rilancio economico dell’Italia può avvenire solo con l’ottima politica e solo con una vera valorizzazione del Mezzogiorno di Italia. Il federalismo egoistico della Lega Lombarda e di chi anche nel Pdl crede di prenderne l’eredità è errato e fallimentare poiché parte dall’illusione che l’apparato produttivo del settentrione sta bene. I dati dicono ben altro: il divario del Nord Italia con la Germania e Francia e circa del 20% .
Invece a differenza di quanto sostengono i due dirigenti del Pdl, l’Italia non può fare a meno del Mezzogiorno ed il rilancio nazionale avverrà solo se il Sud inizia a crescere avendone le potenzialità di diventare il traino ad una ripresa produttiva, più difficile da avere nel sistema settentrionale ormai saturo. Insomma, da uomini e da politici meridionali iniziamo a sfatare lo stereotipo del Sud sprecone e palla al piede e iniziamo a pensare a nuove politiche economiche, perchè in questi nuovi scenari lo stesso Mediterraneo è ritornato importante negli scambi internazionali.
Sia chiaro che una politica “filonordista” e non “filo Italia” può solo giovare ad un certo grande capitale settentrionale che troppi stanno corteggiando politicamente e che lo stesso Monti si guarda bene dall’intaccarne gli interessi costituiti. La teoria del Sud senza speranza parte da queste oligarchie finanziarie e spesso anche poco produttive.
Il Popolo della Libertà è nato invece per “Il Buon Governo della Nazione”, in una visione unitaria, moderna ed europea.

Potenza 29/08/2012

Gianni Rosa
Vice Coord. Regionale Vicario Pdl
GIUSEPPE D'ARMENTO
 

venerdì 17 agosto 2012

Nova Siri : il denaro pubblico non va speso male


Vedo pubblicato in data 13/08/12 sul Sito Istituzionale del Comune di Nova Siri un avviso per l’assunzione a tempo determinato di 8 operatori di Polizia Locale , un provvedimento che fa seguito a delibera approvata dal Sindaco e dagli Assessori in Giunta Municipale il 07/08/12. Anche negli anni passati si era sempre provveduto, e reputo sia stato giusto farlo, al reclutamento di un’aliquota di personale ausiliario che ha efficientemente affiancato il personale in organico per far fronte alle numerose problematiche connesse con l’intenso afflusso turistico estivo.

Quest’anno pero le condizioni sono cambiate: il Sindaco intende assumere in forza ben 8 unita’ da impiegare in un periodo che non e’ quello estivo, ma autunnale , cioe’un periodo in cui le condizioni del traffico e le esigenze di controllo del territorio non sono tali da giustificare un tale ampliamento di organico. Si puo’ facilmente comprendere la ragione per cui la dotazione in risorse umane non sia stata effettuata in concomitanza con la stagione estiva : le dinamiche governative nazionali in tema di Spending Review e di redigende normative di austerity finanziaria hanno imposto agli Enti Locali di vagliare con ritardo il Bilancio di previsione dell’anno corrente , impedendo di fatto, a causa della opportuna e continua rivalutazione delle poste contabili dell’Ente, l’adozione del provvedimento in oggetto nei tempi che sarebbero stati piu’ consoni.

Questo non e’ contestabile al Sindaco , ma è contestabile, invece, la sua volonta’ di assumere comunque la stessa quota di personale impegnando una posta di circa 60.000 euro. A meno che non sussistano precise e urgenti esigenze che lo richiedano (esigenze che a me, come a tanti Novasiresi, non risultano), è impensabile arruolare ben 8 operatori. I soldi pubblici vanno gestiti oculatamente e in modo mirato : e’ vero che i pochi operatori di Polizia Locale a tempo indeterminato sono stati, in estate, “spremuti come limoni” e non hanno goduto ferie, ragion per cui e’ giusto reclutare un po’ di personale a tempo determinato , ma 8 unita’ mi sembrano francamente eccessive; sarebbe piu’ ragionevole e piu’ utile alla comunita’ novasirese assumere 4 unita’ e utilizzare il resto dell’investimento finanziario (circa 30.000 euro) in opere connesse al miglioramento della circolazione stradale ( ripianamento di buche, bitumazione di strade, riparazione dei marciapiedi etc..) di cui Nova Siri ha tanto bisogno.

In tempo di vacche magre spendere 60.000 euro per assumere personale in esubero sarebbe un’operazione di becero e demagogico assistenzialismo da Prima Repubblica, ipotesi a cui non voglio credere; voglio credere piu’ ad una “svista”, a una di quelle “sviste” a cui ormai siamo stati abituati dall’Amministrazione Santarcangelo, torpida e disattenta, avvezza ad “andare avanti alla giornata”, come scrissi gia’ in passato.

 Mi auguro che il Sindaco possa rimediare a questa “svista” intervenendo con immediatezza e rimodulando il bando, prevenendo anche un eventuale bacchettata della Corte dei Conti : se l’assunzione di un “alta” quota di personale in “bassa “ stagione andasse ad effetto, l’organo di controllo suddetto potrebbe determinarsi addirittura nella configurazione di un danno erariale .


Dr. Giuseppe D'Armento (PDL) cons. com. indipendente

martedì 17 luglio 2012

IL CONS. REGIONALE MARIO VENEZIA: UNO CHE PARLA CHIARO

l nostro partito nasce da un’idea di Berlusconi, lanciata dal pretellino di un’auto, a seguito della fusione, a freddo, dei due partiti maggiori, Forza Italia ed Alleanza Nazionale. Si celebrò il congresso fondativo, al quale non partecipai, e subito si diede un minimo di organizzazione commissariando tutto il partito ad ogni livello, nazionale, regionale, provinciale e cittadino. Purtroppo, dopo neanche un anno, Fini fece la sua scissione, io dico personale, togliendo forza al governo che, indebolito politicamente e profondamente incrinato dalla crisi economico-finanziaria e da tante autentiche sciocchezze commesse dai suoi rappresentanti, nel volgere di pochi mesi cadde per le dimissioni del Premier. Da quel momento ha avuto inizio il crollo verticale del PDL in termini di consensi, di immagine e di sondaggi, gli stessi che, secondo alcuni dei nostri, oggi non hanno nessun valore quando per anni, invece, hanno costituito la cassa di risonanza utile per i successi elettorali del partito. All’inizio dell’anno si sono svolti i congressi provinciali dopo una straordinaria campagna di tesseramento che ha consentito di raggiungere l’insperabile numero di un milione e duecentomila iscritti compreso le tessere false. Dopo i congressi, l’oblio; il partito è fermo. I parlamentari, i nominati, dopo un lungo torpore si sono svegliati e, da poco, hanno iniziato ad agitarsi con l’unico obiettivo di aggiudicarsi la benevolenza del potente romano per la rinomina a deputato o senatore. Non si illudano i tanti fans della preferenza, la legge elettorale, il porcellum, non cambierà e se ci sarà qualche modifica non sarà radicale ma, sicuramente, ai leader dei partiti, sarà consentito garantirsi una quota di amici, stretti, in Parlamento. Il quadro politico nazionale, all’insegna della totale confusione e del caos assoluto, imporrà che le cose restino così come sono o al massimo subiranno modeste modifiche per accontentare il popolo e tentare di arginare i grillini. E in tutto questo guazzabuglio il PDL, in attesa di cambiare nome e nient’altro, continuerà a perdere consensi e credibilità.
In Basilicata, orfano di padre da tanto tempo, il partito vive un momento di drammatica crisi che si manifesta con i tanti focolai di malcontento in varie zone della regione e dall’evidente nervosismo che cresce tra gli iscritti e simpatizzanti, da troppo tempo in attesa di una traccia, di un segnale, di uno straccio di proposta politica che tarda ad arrivare.
Comprendo i tentativi di Mariano Pici e Cosimo Latronico di gettare acqua sul fuoco ma o si decide di spegnerlo nella maniera più drastica possibile o quello che cova sotto la cenere darà luogo ad una autentica esplosione che farà implodere quello che resta del partito.
Cosa voglio dire. È fondamentale, urgente che il Partito affronti, di petto, le diatribe presenti sul territorio e cerchi di risolvere tutti i problemi interni prima di ripartire con una proposta politica chiara, definita, forte ed autorevole.
Va, a mio avviso, definitivamente superata la divisione interna fra ex An ed ex Forzisti che ancora persiste ed è devastante per la vita stessa del partito. Va ricercato un punto di incontro fra le varie anime, chiarite alcune questioni fondamentali quali il tipo di opposizione al centro sinistra, superati i vecchi schemi, abolita la logica che permette di imporre l’amico nei ruoli di dirigenza anche in assenza di consenso elettorale, va data priorità alla meritocrazia. Pochi ma improrogabili punti che dovevano essere appianati e chiariti in concomitanza dei congressi.
Quello che sta accadendo tra Nova Siri e Scanzano è emblematico di un malessere che non deve essere, almeno al nostro interno, sottaciuto. Conosco molto bene D’Armento e ne riconosco il valore, il peso elettorale, l’entusiasmo, la voglia di fare per il bene della sua comunità, conosco altrettanto bene Ripoli che, rispetto a Giuseppe, ha una responsabilità in più, quella di essere componente il,direttivo provinciale, ruolo che, a mio avviso, in particolari occasioni impone la consegna del silenzio, per il bene del Partito.
Sappiamo tutti che un partito è un insieme di persone, di teste, di esperienze tutte diverse ma unite dal comune riconoscimento in valori fondanti, ed è su quei valori che va cercata la sintesi e la soluzione dei problemi. D’Armento è un mio amico e ne sono orgoglioso ma non fa parte di alcun esecutivo.
Caro Cosimo, in qualità di tuo vicario, dalle pagine del sito ufficiale del partito mi permetto di dirti: è ora di mettere tutto in chiaro.

Considera positiva l'attivita' politica del PDL lucano?